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giovedì 17 settembre 2020

Referendum sul taglio dei parlamentari. Le ragioni del "si" e le ragioni del "no"

Il 20 e 21 settembre 2020 i cittadini elettori sono chiamati anche ad esprimersi sul referendum costituzionale che propone il taglio del numero dei parlamentari.

Gli elettori che andranno alle urne per votare al referendum si troveranno davanti una scheda con il quesito: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?’”. 

Si dovrà barrare la casella del "sì" o quella del "no".

Se vincesse il "sì" la riforma costituzionale che modifica i tre articoli sarà confermata, se vincesse il "no" sarà respinta. Questo referendum è di tipo confermativo, serve dunque a confermare (o respingere) una legge costituzionale votata dal parlamento. 


LE RAGIONI DEL "SI". 

I sostenitori della riforma costituzionale, Movimento 5 stelle in primis, fanno leva su una serie di ragioni che vanno dalla riduzione dei costi della politica, alla convinzione che un parlamento più “snello” si traduca in una maggiore efficienza del suo funzionamento.

I comitati per il sì fanno leva inoltre sul fatto che ridurre il numero degli eletti rende più trasparenti e più comprensibili dibattiti e decisioni, senza intaccarne la qualità, grazie a un numero minore (e più controllabile) di rappresentanti che renderà più agevole il giudizio dei cittadini nei loro confronti.


LE RAGIONI DEL "NO". 

Una delle ragioni principali dei sostenitori del no è che con il taglio dei seggi aumenterebbe il numero di abitanti per ogni parlamentare, facendo crescere di conseguenza la distanza tra la popolazione e i suoi rappresentanti. Se attualmente in Italia ciascun deputato rappresenta 96.006 cittadini, dopo la riforma ne dovrebbe rappresentare 151.210. E per ciascun senatore si passerebbe da un bacino di 188.424 cittadini a 302.420. Un numero minore di deputati e senatori in rapporto a una popolazione invariata riduce, secondo chi chiede di votare no, la rappresentatività del parlamento dal momento che gli elettori sono rappresentati da un numero minore dei parlamentari.


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