Il programma della serata a cura del Collettivo di Ricerca Culturale in collaborazione con l'Archivio Michele Di Schiena prevede, dopo i saluti del Sindaco di Latiano Angelo Caforio, di Margherita Rubino e di Fulvio Rubino, l'intervento del relatore dott. Giancarlo Mola (caporedattore centrale La Repubblica), quindi a seguire gli interventi del prof. Francesco Fistetti (Università degli Studi di Bari), della prof.ssa Maria Paola Pizzi, del prof. Giovanni Calcagno, coordinati da Giancarlo Canuto (Archivio Michele Di Schiena).
“Le testimonianze raccolte in questo libro a vent’anni dalla scomparsa di Giovanni – si legge nella prefazione del prof. Francesco Fistetti - sono tutte egualmente significative non solo per esprimere pubblicamente e in modo corale il profondo affetto che ciascuno di noi prova nei suoi confronti, ma soprattutto per cercare di “riaprire” il passato che Giovanni ha vissuto, e noi con lui: un passato carico di futuro, che porta ancora con sé sia le ferite dell’ingiustizia aggravatesi col tempo, sia le attese di un mondo migliore. Per nessun altro come per Giovanni, intellettuale militante che prodiga tutte le sue energie nel trentennio che va dai primi anni Settanta del Novecento al 2005 anno della sua morte, vale ciò che scrive Walter Benjamin nella seconda delle Tesi di filosofia della storia: “Il passato reca con sé un indice temporale che lo rimanda alla redenzione. C’è un’intesa segreta fra le generazioni passate e la nostra. Noi siamo stati attesi sulla terra. A noi, come a ogni generazione che ci ha preceduto, è stata data in dote una debole forza messianica, su cui il passato ha un diritto. Questa esigenza non si lascia soddisfare facilmente. Il materialista storico lo sa”.
“Giovanni – prosegue Fistetti – ci ha lasciato un’eredità senza testamento, tanto più preziosa perché non è un patrimonio di parte, come se si trattasse di un insieme di dogmi o di precetti in un senso o nell’altro. La sua eredità intellet-tuale e morale consiste piuttosto nell’esempio di una “buona vita” (come direbbe Aristotele): una esistenza, come ha scritto Gianni Pizzi, che Giovanni “ha trasformato in uno spazio che altri pote-vano abitare. Abitare in tanti modi, diversi nel tempo ma quasi sempre riconducibili alla condivisione, inevitabilmente parziale, del suo impegno multiforme e incessante”.
Appuntamento sabato 6 giugno alle ore 18:30 presso la Sala “A. Flora” di Palazzo Imperiali a Latiano.
"Sono - scriveva Giovanni Rubino nell’ultimo messaggio invitato agli amici - quelli che ho incontrato in tutti questi anni. Mi conforta sapere che, comunque vada, resterà qualcosa di me in voi. Un abbraccio, Giovanni".
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