Riceviamo e pubblichiamo l'intervento del sen. Giuseppe Caforio (Italia del Valori) sul caso Ilva di Taranto, tenuto in occasione della discussione in Aula del decreto legge 129 (risanamento ambientale territorio di Taranto):
"02/10/2012
Discussione Generale ddl. 3290
Onorevole Presidente, Colleghi,
vorrei innanzitutto aprire il mio intervento esortandovi a riflettere sul contenuto, sui modi e sui tempi di questo decreto, dunque sulle effettive capacità di quest'ultimo di risolvere la drammatica situazione ambientale - e non solo - che affligge la città di Taranto.
Il decreto in oggetto interviene, infatti, in notevole ritardo - direi... a disastro ormai quasi irreversibile -, con medicine palliative e non curative, ovvero con misure che nemmeno in una situazione di ordinario inquinamento sarebbero state sufficienti a compiere quella necessaria opera di risanamento.
Il decreto in oggetto, impropriamente definito "decreto Ilva", rimanda al Protocollo d'Intesa firmato il 26 luglio scorso tra i Ministeri dell'Ambiente, delle infrastrutture, dello sviluppo economico e della coesione territoriale, la Regione Puglia, la Provincia e il Comune di Taranto, nonché il Commissario straordinario del porto di Taranto e si occupa soltanto in minima parte della delicata questione dell'Ilva, avendo incentrato la propria attenzione, soprattutto, nell'opera di bonifica del Sito di Interesse nazionale di Taranto.
Tale decreto, dunque, in questo delicatissimo momento, non affronta, come invece avrebbe dovuto fare, la spinosa questione del polo industriale Tarantino.
Dall'ultima volta che questo emiciclo ha discusso, in presenza del Ministro Clini, dell'Ilva, nulla o poco è cambiato. Il vergognoso braccio di ferro tra Governo e gruppo Riva da una parte e Magistratura dall'altra, sta proseguendo, arrivando a delle degenerazioni che fanno tremare le ginocchia e accapponare la pelle.
Caro Ministro Clini, mi rivolgo a lei, seppur in sua assenza, anzi.. a tal proposito ci avrebbe stupito il contrario visto che lei da sempre, anche quando era un super burocrate al Ministero dell'ambiente, ha cercato di fuggire e nascondere sotto il tappeto la questione Ilva.... Ministro, lei ha ragione quando afferma che la politica industriale del Paese non deve essere decisa dal magistrati. Le diamo ragione perché di ambiente e lavoro dovrebbe occuparsene chi ha la responsabilità di gestire la cosa pubblica, chi, per volontà dei cittadini o per mandato presidenziale, è chiamato a gestire il sistema paese. Ma purtroppo, caro Ministro, in Italia questo non avviene. Nel nostro Paese, l'esecutivo troppo spesso è sceso e scende tutt'ora a compromessi, assumendo decisioni in favore di pochi e a scapito di molti, tutelando interessi di alcuni a scapito di quelli generali.
Vede Ministro.... se l'attuale governo e quelli precedenti avessero controllato e quindi imposto alla famiglia Riva l'adeguamento degli impianti e il rispetto delle norme esistenti, forse, oggi, i lavoratori tarantini non avrebbero dovuto scegliere tra salute e lavoro e la magistratura non sarebbe intervenuta con una decisione, lo riconosciamo anche noi, che rischia di mettere in ginocchio la politica industriale del nostro Paese. La legalità... e noi ne siamo sempre stati convinti.... è l'unica soluzione che esiste per garantire l'equilibrio tra il diritto alla salute e quello al lavoro, costituzionalmente riconosciuti.
Un governo tecnico, quale il vostro, si presumeva dovesse rimediare ai macroscopici errori del governo passato. Purtroppo questa speranza è stata ampiamente smentita dai fatti e non abbiamo potuto far altro che constatare una continuità nelle politiche e nei comportamenti attuali, rispetto a quelle precedenti. Il 4 luglio 2011, tre mesi prima dell'insediamento del governo Monti, una inchiesta, dal titolo: "Taranto, regno della diossina protetto dalla Prestigiacomo", evidenziava come, sebbene il Sig. Riva e altri 29 dirigenti fossero già stati rinviati a giudizio per la morte di quindici operai e la città di Taranto risultasse una delle più inquinate in tutta Europa, l'onorevole Prestigiacomo, allora a capo del Suo dicastero, avesse dato il via libera alla concessione dell'autorizzazione integrata ambientale per l'Ilva che garantiva altri 6 anni di produzione e certificava la conformità degli impianti alle norme ambientali. Non solo; con tale accordo si è allora data l'autorizzazione alla famiglia Riva di aumentare del 15% la produzione, con il consequenziale aumento delle sostanze inquinanti prodotte ed emesse: benzene, anidride solforosa, e biossido d'azoto. Dunque quote di emissione raddoppiate rispetto a quelle consentite nel 2005. Non solo Ministro; alla data di approvazione dell'AIA di cui sopra, a Taranto erano state già abbattute oltre 2.275 pecore allevate in Masserie limitrofe allo stabilimento siderurgico e mandati al macero chili e chili di formaggi perché latte e carni risultavano essere sensibilmente inquinati dalla diossina.
Caro ministro la mia domanda è semplice: come ha inteso, dopo aver giurato davanti al Presidente della Repubblica, porre rimedio a quella Autorizzazione integrata ambientale che i fatti, si badi bene i fatti e non dei giudizi di parte, hanno dimostrato essere oltre che vergognosa, lesiva e pericolosa?
A noi non risulta, Ministro Clini, che lei abbia inteso andare a verificare con terzietà i dati relativi alle emissioni; non risulta che lei abbia inteso imporre un alt all'aumento di produzione concesso al gruppo Riva dall'allora ministro Prestigiacomo. Anzi, di fronte a dei dati e delle stime, anziché rispondere con pacatezza e istituzionale serietà, ha preferito ricorrere al più inflazionato e meno nobile strumento della querela. Non solo. Da quando la questione Ilva si è ripresentata sul suo tavolo con tutta la sua drammaticità e tossicità, le sue azioni non sono state caratterizzate dalla dovuta chiarezza e coerenza. Sono state prese e dette cose che hanno destato ambiguità. Basti pensare, infatti, come inizialmente Lei abbia ipotizzato di sollevare il conflitto di attribuzioni, per poi, questi ultimi giorni, volersi costituire come parte civile. Lei ha smentito (ansa 20 settembre 2012) l'esistenza di un rapporto causa - effetto tra le attività dell'Ilva e lo stato di salute della popolazione.
Pensare oggi di concedere l' Autorizzazione integrata ambientale senza assicurarsi che l'azienda porti a termine quella necessaria conversione degli impianti, rispettando il criterio di eco compatibilità, significa continuare da una parte a concedere alla famiglia riva il diritto di inquinare e, dall'altra, di uccidere e allo stesso tempo di sprecare tutte quelle risorse che verranno destinate alla bonifica. A cosa serve bonificare se poi gli impianti produttivi rimangono quelli di sempre che hanno portato al verificarsi e al registrarsi di questi elevatissimi livelli di inquinamento?
Il governo non può nascondere il disastro sociale ed economico sotto il tappeto, portando avanti una mera operazione di facciata, altrimenti sarà responsabile di una nuova ondata di veleni e, quindi, dell'inevitabile chiusura dello stabilimento. È necessario cambiare subito rotta, cominciando a rafforzare le leggi contro i reati ambientali costringendo le tante Ilva d'Italia a non mettere il profitto al di sopra di tutto. Quella di Taranto deve continuare ad essere una delle più grandi acciaierie d'Europa, una fonte di lavoro e sviluppo, non un mostro che distrugge l'ambiente e attenta alla salute dei cittadini. Non accetteremo mai il ricatto che è stato imposto ai lavoratori, chiudere l'azienda o lasciare che continui ad inquinare. Gli stabilimenti devono continuare a produrre ma in modo compatibile con le esigenze di tutela del territorio e degli stessi lavoratori, che hanno trovato nella magistratura e non nelle istituzioni i loro migliori alleati. Noi siamo al loro fianco, sosteniamo l'azione della Procura di Taranto e chiediamo al Governo di smetterla di fare il cameriere dei poteri forti. L'azienda ha foraggiato la politica per anni, ottenendo la libertà di avvelenare Taranto, e ora il Ministro Clini non può permettersi di rilasciarle un salvacondotto: la concessione dell'Aia deve essere legata a forti investimenti per eliminare i fattori di inquinamento contrari alle normative vigenti. Con la riconversione eco-compatibile degli stabilimenti, non soltanto sarà possibile produrre nel rispetto dell'ambiente e della salute, ma si potranno creare nuovi posti di lavoro.
Sen. Giuseppe Caforio".
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venerdì 5 ottobre 2012
Caso "Scuola A. Franco": il segretario generale CGIL Brindisi scrive a Provveditore e Sindaco
Sulla vicenda dei locali concessi dall'Amministrazione comunale di Latiano in comodato gratuito alla scuola paritaria "A. Franco" di Mesagne, interviene anche il segretario generale CGIL Brindisi, con una lettera indirizzata al Provveditore Prof. F. Capobianco, al Sindaco di Latiano dott. A. De Giorgi, e per conoscenza al Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale e al Dirigente scolastico D. Musciagli, lettera che riceviamo e pubblichiamo integralmente:
"Oggetto: destinazione dei locali della scuola primaria “Bartolo Longo” all’Istituto Professionale Paritario “Mons. Armando Franco”.
Nel pomeriggio dell’1 ottobre u.s. vengo informata da alcuni genitori e dai docenti degli alunni frequentanti la scuola primaria “Bartolo Longo” dell’Istituto Comprensivo Statale di Latiano, che alcuni locali che la scuola utilizza per le attività laboratoriali sono stati ceduti dal Comune di Latiano all’Istituto Professionale Paritario “ Mons. Armando Franco” con delibera di Giunta Comunale n.144 del 25/9/2012, che definisce i termini di un contratto di comodato d’uso.(!)
Vengo di seguito informata che per il pomeriggio del 2 ottobre il Prof. Capobianco, Dirigente dell’Ambito Territoriale di Brindisi (Il Provveditore) convoca d’urgenza le docenti che, insieme ai genitori, hanno denunciato il fatto chiedendo l’annullamento della delibera di giunta(!!)
Peplessa dalle anomalie procedurali messe in campo dai due Enti citati ( Comune e Provveditorato) in qualità di Segretario Generale Confederale della Camera del Lavoro della CGIL di Brindisi, decido di accompagnare la Segretaria Provinciale della FLC CGIL Rosa Savoia e le docenti interessate (ed anche iscritte), all’incontro convocato in Provveditorato. Appena presentatami, su mia esplicita richiesta di partecipazione all’incontro ho dovuto prendere atto del diniego del Prof. Capobianco, comportamento alquanto inusuale e “anomalo” da parte del Dirigente Territoriale di un Ente nei confronti di chi, legittimamente, sta svolgendo in pieno il ruolo di rappresentanza e di tutela sociale che le deriva dal mandato sindacale e che, peraltro, contava, di poter dare il proprio contributo sulla vicenda in oggetto.
Per il rifiuto al confronto da parte del Dirigente da un lato e per il carattere di estrema urgenza e trasparenza con cui va affrontata la vicenda con il Sindaco di Latiano vado pubblicamente a porre le seguenti domande:
1) Quale ruolo ha svolto il Dirigente dell’Ambito T. di Brindisi, su tutto l’iter della procedura in oggetto?
2)Come mai il Dirigente dell’Ambito Territoriale di Brindisi convoca le docenti che invece avevano giustamente chiesto un incontro al Sindaco?
3)Con questa iniziativa quale interesse ha inteso tutelare?
4)Come mai il Comune di Latiano considera con tanta urgenza la richiesta della Scuola Secondaria di 2° grado Paritaria quando in tema di edilizia scolastica per questo grado di scuola la competenza è della Provincia?
5)Come mai nella delibera di Giunta del Comune di Latiano non vi è riferimento alcuno a un qualsiasi atto formale di rinuncia alla disponibilità dei locali da parte dell’Istituto Comprensivo Statale di Latiano ( attualmente occupati dalla scuola primaria) invece concessi in comodato d’uso alla scuola paritaria, né altro riferimento al coinvolgimento degli organi collegiali?
6)Perchè l’Ente Locale, in difficoltà economica a causa dei tagli lineari da parte del Governo Centrale, tanto da essere costretto a valutare un aumento dell’aliquota dell’IMU, dà i locali alla scuola privata in comodato d’uso gratuito?
7)Il Comune ha informato almeno i cittadini direttamente interessati, in quanto genitori, del fatto che stava privando la scuola pubblica statale di spazi utili per la qualità dell’Offerta Formativa cedendoli alla scuola paritaria?
8)La scuola primaria, per quanto definito nella delibera di Giunta Comunale, potrà continuare a garantire ai genitori il rispetto del P.O.F. in riferimento a tutte le attività didattiche curriculari ed extracurriculari programmate?
9)Tutti i Soggetti direttamente responsabili hanno accertato che si stiano rispettando tutte le misure, normativamente previste, sul piano igienico-sanitario, della vigilanza e della sicurezza, sia per tutti gli alunni già frequentanti il plesso “Bartolo Longo” (tutti minori) e per tutto il personale interessato, sia per tutti gli studenti e il personale della Scuola Paritaria secondaria di 2° grado che dovrebbe essere eventualmente ospitata?
In attesa di risposte aggiungo alcune considerazioni.
Mi sento intanto di ringraziare quei cittadini, genitori e insegnanti, che hanno denunciato la vicenda perché Il documento, sottoscritto da quasi 300 persone indirizzato al Sindaco, ai componenti della Giunta Comunale e, come dovuto, allo stesso Dirigente Scolastico (purtroppo assente dal servizio per ragioni di salute) è a mio avviso un esempio virtuoso di azione a tutela del bene pubblico e dell’interesse generale oltre che di presa in carico dei bisogni di apprendimento e di cura degli alunni frequentanti la scuola primaria da parte di tutti gli adulti interessati, esercitato attraverso forme di democrazia partecipata.
Nelle more del pronunciamento del Collegio dei docenti dell’Istituto Comprensivo Statale di Latiano, preoccupata per quanto evidenziato, come Segretario Generale della CGIL di Brindisi auspico che tale vicenda sia approfondita e valutata in tutti i suoi aspetti dai Soggetti Istituzionali competenti, recuperando in pieno il senso del principio di sussidiarietà tra scuole pubbliche statali e scuole private paritarie che svolgono un servizio pubblico (L.62/2000). Principio che non può in alcun modo veder mortificato l’offerta formativa e le conseguenti esigenze didattico-organizzative delle scuole pubbliche statali per favorire le esigenze di locazione delle scuole paritarie, che dovrebbero, peraltro, avere come requisito normativo una propria sede.
Brindisi, 4 ottobre 2012
F.to: Il Segretario Generale, Michela Almiento".
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"Oggetto: destinazione dei locali della scuola primaria “Bartolo Longo” all’Istituto Professionale Paritario “Mons. Armando Franco”.
Nel pomeriggio dell’1 ottobre u.s. vengo informata da alcuni genitori e dai docenti degli alunni frequentanti la scuola primaria “Bartolo Longo” dell’Istituto Comprensivo Statale di Latiano, che alcuni locali che la scuola utilizza per le attività laboratoriali sono stati ceduti dal Comune di Latiano all’Istituto Professionale Paritario “ Mons. Armando Franco” con delibera di Giunta Comunale n.144 del 25/9/2012, che definisce i termini di un contratto di comodato d’uso.(!)
Vengo di seguito informata che per il pomeriggio del 2 ottobre il Prof. Capobianco, Dirigente dell’Ambito Territoriale di Brindisi (Il Provveditore) convoca d’urgenza le docenti che, insieme ai genitori, hanno denunciato il fatto chiedendo l’annullamento della delibera di giunta(!!)
Peplessa dalle anomalie procedurali messe in campo dai due Enti citati ( Comune e Provveditorato) in qualità di Segretario Generale Confederale della Camera del Lavoro della CGIL di Brindisi, decido di accompagnare la Segretaria Provinciale della FLC CGIL Rosa Savoia e le docenti interessate (ed anche iscritte), all’incontro convocato in Provveditorato. Appena presentatami, su mia esplicita richiesta di partecipazione all’incontro ho dovuto prendere atto del diniego del Prof. Capobianco, comportamento alquanto inusuale e “anomalo” da parte del Dirigente Territoriale di un Ente nei confronti di chi, legittimamente, sta svolgendo in pieno il ruolo di rappresentanza e di tutela sociale che le deriva dal mandato sindacale e che, peraltro, contava, di poter dare il proprio contributo sulla vicenda in oggetto.
Per il rifiuto al confronto da parte del Dirigente da un lato e per il carattere di estrema urgenza e trasparenza con cui va affrontata la vicenda con il Sindaco di Latiano vado pubblicamente a porre le seguenti domande:
1) Quale ruolo ha svolto il Dirigente dell’Ambito T. di Brindisi, su tutto l’iter della procedura in oggetto?
2)Come mai il Dirigente dell’Ambito Territoriale di Brindisi convoca le docenti che invece avevano giustamente chiesto un incontro al Sindaco?
3)Con questa iniziativa quale interesse ha inteso tutelare?
4)Come mai il Comune di Latiano considera con tanta urgenza la richiesta della Scuola Secondaria di 2° grado Paritaria quando in tema di edilizia scolastica per questo grado di scuola la competenza è della Provincia?
5)Come mai nella delibera di Giunta del Comune di Latiano non vi è riferimento alcuno a un qualsiasi atto formale di rinuncia alla disponibilità dei locali da parte dell’Istituto Comprensivo Statale di Latiano ( attualmente occupati dalla scuola primaria) invece concessi in comodato d’uso alla scuola paritaria, né altro riferimento al coinvolgimento degli organi collegiali?
6)Perchè l’Ente Locale, in difficoltà economica a causa dei tagli lineari da parte del Governo Centrale, tanto da essere costretto a valutare un aumento dell’aliquota dell’IMU, dà i locali alla scuola privata in comodato d’uso gratuito?
7)Il Comune ha informato almeno i cittadini direttamente interessati, in quanto genitori, del fatto che stava privando la scuola pubblica statale di spazi utili per la qualità dell’Offerta Formativa cedendoli alla scuola paritaria?
8)La scuola primaria, per quanto definito nella delibera di Giunta Comunale, potrà continuare a garantire ai genitori il rispetto del P.O.F. in riferimento a tutte le attività didattiche curriculari ed extracurriculari programmate?
9)Tutti i Soggetti direttamente responsabili hanno accertato che si stiano rispettando tutte le misure, normativamente previste, sul piano igienico-sanitario, della vigilanza e della sicurezza, sia per tutti gli alunni già frequentanti il plesso “Bartolo Longo” (tutti minori) e per tutto il personale interessato, sia per tutti gli studenti e il personale della Scuola Paritaria secondaria di 2° grado che dovrebbe essere eventualmente ospitata?
In attesa di risposte aggiungo alcune considerazioni.
Mi sento intanto di ringraziare quei cittadini, genitori e insegnanti, che hanno denunciato la vicenda perché Il documento, sottoscritto da quasi 300 persone indirizzato al Sindaco, ai componenti della Giunta Comunale e, come dovuto, allo stesso Dirigente Scolastico (purtroppo assente dal servizio per ragioni di salute) è a mio avviso un esempio virtuoso di azione a tutela del bene pubblico e dell’interesse generale oltre che di presa in carico dei bisogni di apprendimento e di cura degli alunni frequentanti la scuola primaria da parte di tutti gli adulti interessati, esercitato attraverso forme di democrazia partecipata.
Nelle more del pronunciamento del Collegio dei docenti dell’Istituto Comprensivo Statale di Latiano, preoccupata per quanto evidenziato, come Segretario Generale della CGIL di Brindisi auspico che tale vicenda sia approfondita e valutata in tutti i suoi aspetti dai Soggetti Istituzionali competenti, recuperando in pieno il senso del principio di sussidiarietà tra scuole pubbliche statali e scuole private paritarie che svolgono un servizio pubblico (L.62/2000). Principio che non può in alcun modo veder mortificato l’offerta formativa e le conseguenti esigenze didattico-organizzative delle scuole pubbliche statali per favorire le esigenze di locazione delle scuole paritarie, che dovrebbero, peraltro, avere come requisito normativo una propria sede.
Brindisi, 4 ottobre 2012
F.to: Il Segretario Generale, Michela Almiento".
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Concerto di Simone Cristicchi in Piazza Umberto I, intervista su Idea Radio
COSA: Concerto di Simone Cristicchi
QUANDO: Sabato 6 ottobre, ore 21,30
DOVE: Latiano (Br), Piazza Umberto I (ingresso libero)
Riceviamo e pubblichiamo:
"Cantante, scrittore, attore teatrale... parliamo di Simone Cristicchi un artista poliedrico, autentico, sensibile e bravo.
L'artista romano sarà in concerto domani sera a Latiano in piazza Umberto I°; un concerto totalmente gratuito offerto dall'amministrazione comunale della città in occasione delle iniziative che anticipano la “Fera 2012” di domenica 7 ottobre.
Idea Radio ospita l'artista sabato mattina alle 10:30 cercando di strappargli qualche anticipazione del concerto attesissimo da tutti i fans, non solo giovanissimi, che seguono con assiduità tutti gli eventi che lo riguardano.
Oltre a Simone Cristicchi, sarà ospite dell'emittente radiofonica anche l'assessore alle attività produttive di Latiano Maurizio Chionna che presenterà i dettagli della due giorni di Fiera che, tradizionalmente, attira numerosi visitatori da tutto il circondario e che Idea Radio seguirà con collegamenti in diretta.
Non perdete, quindi, l'estro di Simone Cristicchi in diretta sulle frequenze in Fm di Idea Radio e su www.idearadionelmondo.it".
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COMUNICATI STAMPA ALL'INDIRIZZO: latiano.splinder@libero.it
QUANDO: Sabato 6 ottobre, ore 21,30
DOVE: Latiano (Br), Piazza Umberto I (ingresso libero)
Riceviamo e pubblichiamo:
"Cantante, scrittore, attore teatrale... parliamo di Simone Cristicchi un artista poliedrico, autentico, sensibile e bravo.
L'artista romano sarà in concerto domani sera a Latiano in piazza Umberto I°; un concerto totalmente gratuito offerto dall'amministrazione comunale della città in occasione delle iniziative che anticipano la “Fera 2012” di domenica 7 ottobre.
Idea Radio ospita l'artista sabato mattina alle 10:30 cercando di strappargli qualche anticipazione del concerto attesissimo da tutti i fans, non solo giovanissimi, che seguono con assiduità tutti gli eventi che lo riguardano.
Oltre a Simone Cristicchi, sarà ospite dell'emittente radiofonica anche l'assessore alle attività produttive di Latiano Maurizio Chionna che presenterà i dettagli della due giorni di Fiera che, tradizionalmente, attira numerosi visitatori da tutto il circondario e che Idea Radio seguirà con collegamenti in diretta.
Non perdete, quindi, l'estro di Simone Cristicchi in diretta sulle frequenze in Fm di Idea Radio e su www.idearadionelmondo.it".
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giovedì 4 ottobre 2012
"Le Incompiute": ecco le nuove considerazioni di Vittorio Madama
Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota, a firma dell'ex sindaco Vittorio Madama:
"LE…………INCOMPIUTE
Nel nostro comune continuano a crescere le opere incompiute frutto della incapacità e, diciamolo, a volte anche della illegalità.
Ma andiamo con ordine.
La prima grande incompiuta è il Palazzetto dello Sport che da più di tre anni vive nel più completo abbandono nonostante le continue assicurazioni dell’Assessore ai LL.PP. e dell’Assessore allo Sport che davano per ultimati i lavori nel più breve tempo possibile (sono passarti più di un anno da queste dichiarazioni).
La seconda incompiuta è l’ampliamento del Cimitero Comunale per il quale a causa della incompetenza ne è nato un enorme contenzioso.
La terza incompiuta è l’ampliamento della zona industriale prevista in un primo tempo sulla strada statale Latiano-Mesagne., per poi dopo molte critiche si è ripiegati sulla ex discarica della zona Mariano sulla quale scelta è dovuta intervenire l’autorità preposta che considera tale zona non idonea. La Regione Puglia pertanto ha chiesto il rimborso delle somme impiegate per l’installazione di alcuni servizi per cui invitiamo il Presidente del Consiglio, il Sindaco e la Giunta a predisporre gli atti consequenziali perché a pagare non siano sempre e solo i cittadini ma chi invece ha sbagliato (solo nel 1993 la Giunta cominciò a predisporre gli atti per la bonifica della discarica) dopo invece scopriamo che nessuno si è più interessato anzi sono stati realizzati i servizi per cui si richiede ora il rimborso delle somme..
La quarta incompiuta è la costruzione di negozi su parte della ex Biblioteca Comunale. A suo tempo criticammo tale scelta anche in considerazione del fatto che il Comune non poteva diventare imprenditore e soprattutto perché ritenevamo che dopo aver speso più di un milione di euro per l’esproprio la zona doveva essere rivalutata diversamente .
La quinta incompiuta è il rifacimento della pavimentazione in via Roma. A dire il vero il rifacimento della pavimentazione di via Roma doveva essere a carico di chi collaudò l’opera e di tutti coloro che sono stati conniventi. Già dopo i primi giorni della sua realizzazione cominciarono i primi dissesti e nessuno mai prese i provvedimenti necessari tanto pagava “papà pantalone”. Ma andiamo con ordine . Si doveva rifare la pavimentazione di Piazza Umbero I° e fu redatto un progetto approvato e finanziato. Ebbene si dice che alcuni Amministratori hanno deciso che era meglio rifare con quella somma la pavimentazione di via Roma anziché Piazza Umberto I° e hanno dato ordine alla ditta( senza nessuna deliberazione in merito) di procedere alla pavimentazione di Via Roma senza l’approvazione almeno di una perizia di variante e suppletiva . Nemmeno ai tempi del Podestà succedevano queste cose! Ebbene la ditta ha cominciato a lavorare in via Roma e della perizia suppletiva e di variante nessuna traccia fino a quando la ditta non ha deciso, per tutelarsi ,di sospendere i lavori e andare via. A questo punto non so con quali strumenti è intervenuta l’Amministrazione Comunale e la ditta ha ripreso i lavori. Si sussurra che anche questa sarà una incompiuta in quanto i soldi non basteranno per farla tutta. Siamo credetemi alla farsa. LAVORI CHE VENGONO FATTI senza un progetto,credo che nemmeno un padre di famiglia agisce in questo modo.
VORREMMO SAPERE:
Chi è il Direttore dei Lavori( come ha controllato i lavori pur sapendo che non c’era nessun progetto né perizia);
Chi ha dato disposizione di non pavimentare piazza Umberto e di procedere invece alla pavimentazione di via Roma senza un regolare progetto;
Se è vero che i soldi non basteranno e i lavori si fermeranno in via De Franco;
Per la verità ci sono tante altre incompiute che avremo modo di raccontarvi nella prossima.
Tanto non per………rompere ma per informare i cittadini.
Latiano lì 03.10.2012
F.to: VITTORIO MADAMA".
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COMUNICATI STAMPA ALL'INDIRIZZO: latiano.splinder@libero.it
"LE…………INCOMPIUTE
Nel nostro comune continuano a crescere le opere incompiute frutto della incapacità e, diciamolo, a volte anche della illegalità.
Ma andiamo con ordine.
La prima grande incompiuta è il Palazzetto dello Sport che da più di tre anni vive nel più completo abbandono nonostante le continue assicurazioni dell’Assessore ai LL.PP. e dell’Assessore allo Sport che davano per ultimati i lavori nel più breve tempo possibile (sono passarti più di un anno da queste dichiarazioni).
La seconda incompiuta è l’ampliamento del Cimitero Comunale per il quale a causa della incompetenza ne è nato un enorme contenzioso.
La terza incompiuta è l’ampliamento della zona industriale prevista in un primo tempo sulla strada statale Latiano-Mesagne., per poi dopo molte critiche si è ripiegati sulla ex discarica della zona Mariano sulla quale scelta è dovuta intervenire l’autorità preposta che considera tale zona non idonea. La Regione Puglia pertanto ha chiesto il rimborso delle somme impiegate per l’installazione di alcuni servizi per cui invitiamo il Presidente del Consiglio, il Sindaco e la Giunta a predisporre gli atti consequenziali perché a pagare non siano sempre e solo i cittadini ma chi invece ha sbagliato (solo nel 1993 la Giunta cominciò a predisporre gli atti per la bonifica della discarica) dopo invece scopriamo che nessuno si è più interessato anzi sono stati realizzati i servizi per cui si richiede ora il rimborso delle somme..
La quarta incompiuta è la costruzione di negozi su parte della ex Biblioteca Comunale. A suo tempo criticammo tale scelta anche in considerazione del fatto che il Comune non poteva diventare imprenditore e soprattutto perché ritenevamo che dopo aver speso più di un milione di euro per l’esproprio la zona doveva essere rivalutata diversamente .
La quinta incompiuta è il rifacimento della pavimentazione in via Roma. A dire il vero il rifacimento della pavimentazione di via Roma doveva essere a carico di chi collaudò l’opera e di tutti coloro che sono stati conniventi. Già dopo i primi giorni della sua realizzazione cominciarono i primi dissesti e nessuno mai prese i provvedimenti necessari tanto pagava “papà pantalone”. Ma andiamo con ordine . Si doveva rifare la pavimentazione di Piazza Umbero I° e fu redatto un progetto approvato e finanziato. Ebbene si dice che alcuni Amministratori hanno deciso che era meglio rifare con quella somma la pavimentazione di via Roma anziché Piazza Umberto I° e hanno dato ordine alla ditta( senza nessuna deliberazione in merito) di procedere alla pavimentazione di Via Roma senza l’approvazione almeno di una perizia di variante e suppletiva . Nemmeno ai tempi del Podestà succedevano queste cose! Ebbene la ditta ha cominciato a lavorare in via Roma e della perizia suppletiva e di variante nessuna traccia fino a quando la ditta non ha deciso, per tutelarsi ,di sospendere i lavori e andare via. A questo punto non so con quali strumenti è intervenuta l’Amministrazione Comunale e la ditta ha ripreso i lavori. Si sussurra che anche questa sarà una incompiuta in quanto i soldi non basteranno per farla tutta. Siamo credetemi alla farsa. LAVORI CHE VENGONO FATTI senza un progetto,credo che nemmeno un padre di famiglia agisce in questo modo.
VORREMMO SAPERE:
Chi è il Direttore dei Lavori( come ha controllato i lavori pur sapendo che non c’era nessun progetto né perizia);
Chi ha dato disposizione di non pavimentare piazza Umberto e di procedere invece alla pavimentazione di via Roma senza un regolare progetto;
Se è vero che i soldi non basteranno e i lavori si fermeranno in via De Franco;
Per la verità ci sono tante altre incompiute che avremo modo di raccontarvi nella prossima.
Tanto non per………rompere ma per informare i cittadini.
Latiano lì 03.10.2012
F.to: VITTORIO MADAMA".
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martedì 2 ottobre 2012
Domani "La Notte dei libri narranti"
Riceviamo e pubblichiamo:
"Mercoledì 3 ottobre 2012, alle 19,00, presso il giardino retrostante il Palazzo Imperiali della Città di Latiano (Br), si terrà la 4° edizione de "La Notte dei Libri Narranti" dedicata alla "Luna", a cura dell'Associazione Culturale
"Vivi la Tua Città". Come si evince già dal titolo, quella di quest'anno, sarà una serata che vedrà come protagonista assoluta la luna, musa ispiratrice di molti artisti, tanto decantata non solo nei diversi generi letterari di tutti i tempi, ma anche nella musica. Condurrà la serata il giornalista Maurizio Distante. I brani scelti verranno letti e interpretati da Ada Acquaviva, Palma Caliandro, Claudio Santoro e Giuseppe D'Angelo, coadiuvati dall'accompagnamento musicale eseguito dai maestri Giuseppe Di Potenza e Gianni Fitto. La lettura dei brani sarà intramezzata dalla cantante Anita Book e dalla proiezione di filmati ad opera di Gabriele Zullo. La manifestazione è patrocinata dal Comune di Latiano".
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COMUNICATI STAMPA ALL'INDIRIZZO: latiano.splinder@libero.it
"Mercoledì 3 ottobre 2012, alle 19,00, presso il giardino retrostante il Palazzo Imperiali della Città di Latiano (Br), si terrà la 4° edizione de "La Notte dei Libri Narranti" dedicata alla "Luna", a cura dell'Associazione Culturale
"Vivi la Tua Città". Come si evince già dal titolo, quella di quest'anno, sarà una serata che vedrà come protagonista assoluta la luna, musa ispiratrice di molti artisti, tanto decantata non solo nei diversi generi letterari di tutti i tempi, ma anche nella musica. Condurrà la serata il giornalista Maurizio Distante. I brani scelti verranno letti e interpretati da Ada Acquaviva, Palma Caliandro, Claudio Santoro e Giuseppe D'Angelo, coadiuvati dall'accompagnamento musicale eseguito dai maestri Giuseppe Di Potenza e Gianni Fitto. La lettura dei brani sarà intramezzata dalla cantante Anita Book e dalla proiezione di filmati ad opera di Gabriele Zullo. La manifestazione è patrocinata dal Comune di Latiano".
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COMUNICATI STAMPA ALL'INDIRIZZO: latiano.splinder@libero.it
lunedì 1 ottobre 2012
Locali concessi in comodato a una scuola di Mesagne: chiesta la revoca della delibera di giunta
Riceviamo e pubblichiamo la seguente mozione, proposta dal gruppo "Ecopacifisti":
"Con riferimento a quanto previsto dal Regolamento del Consiglio Comunale e dal D.L. 267/2000, si chiede l’inserimento urgente all’o.d.g. del prossimo Consiglio Comunale della seguente
MOZIONE
“REVOCA DELLA DELIBERA DI G.M. N° 143 DEL 24.09.2012: COMODATO CON L’ISTITUTO PROFESSIONALE PARITARIO PER I SERVIZI TURISTICI AZIENDALI ‘MONS. ARMANDO FRANCO“.
PREMESSO:
-che con lettera protocollata in data 20.09.2012 l’Istituto professionale paritario per i servizi turistici aziendali “Mons. A. Franco” di Mesagne faceva richiesta dell’utilizzo di 8 aule per una nuova sede scolastica presso la città di Latiano;
-che con delibera di G.M. n° 143 del 24.09.2012, l’Amministrazione Comunale ha proceduto alla concessione per 2 anni di otto aule del plesso “B. Longo” della scuola elementare con contratto di comodato all’Istituto paritario “Mons. A. Franco”.
CONSIDERATO:
-che tale richiesta non risulta essere stata posta all’attenzione degli Organi Collegiali della scuola per stabilire l’opportunità di tale decisione in relazione alle attività didattiche, sia curriculari che riguardanti il Piano dell’Offerta Formativa attivato dal Collegio dei Docenti dell’Istituto Comprensivo di Latiano;
-che risulta invece che, le aule oggetto di concessione, vengono regolarmente utilizzate, anche in attività pomeridiane, per i progetti inerenti il Piano dell’Offerta Formativa e progetti P.O.N;
-che il comune di Latiano lamenta una cronica mancanza di strutture da destinare alle attività che le numerose associazioni culturali svolgono meritoriamente sul territorio, per le quali da tempo esistono richieste di utilizzo di strutture comunali puntualmente rimaste inevase, così come risulta da diversi verbali della “Consulta Cultura e Sport” di questo Comune;
-che presumibilmente, la concessione in oggetto comporterà ulteriori spese che graveranno sul bilancio comunale già in forte difficoltà anche in relazione alla messa in sicurezza delle strutture interessate;
-che, in generale, questa scelta operata dall’amministrazione comunale, poiché dà spazio all’espansione sul territorio delle scuole private, appare ancor più grave sul piano politico in un momento, come quello attuale, in cui il governo centrale taglia finanziamenti e risorse alla scuola pubblica dirottandole verso le scuole private. In questo modo si lede gravemente il pluralismo delle idee e si viola il dettato costituzionale di cui all’art. 33 che recita testualmente” Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo stato”.
RITENUTO OPPORTUNO
-che laddove esiste la possibilità di disponibilità di locali comunali, si privilegi una destinazione che potenzi servizi sociali estremamente carenti sul territorio rivolti in particolare ai minori, quali servizi per la prima infanzia ( per i quali, tra l’altro, la Regione Puglia in questi ultimi anni eroga contributi per ristrutturare locali e adibirli ad asili-nido pubblici) o servizi destinati agli alunni frequentanti i diversi ordini di scuola, integrativi a quelli esistenti (dopo-scuola, laboratori ecc.).
PER TUTTO QUANTO SOPRA ESPOSTO SI PROPONE
Di revocare con effetto immediato la delibera di G. M. n° 143 del 24.09.2012 e di utilizzare quelle strutture per gli scopi di pubblico interesse che la comunità scolastica di Latiano e l’intero territorio richiedono fortemente!
Il Consigliere Comunale, Giovanni Calcagno".
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COMUNICATI E INTERVENTI ALL'INDIRIZZO: latiano.splinder@libero.it
"Con riferimento a quanto previsto dal Regolamento del Consiglio Comunale e dal D.L. 267/2000, si chiede l’inserimento urgente all’o.d.g. del prossimo Consiglio Comunale della seguente
MOZIONE
“REVOCA DELLA DELIBERA DI G.M. N° 143 DEL 24.09.2012: COMODATO CON L’ISTITUTO PROFESSIONALE PARITARIO PER I SERVIZI TURISTICI AZIENDALI ‘MONS. ARMANDO FRANCO“.
PREMESSO:
-che con lettera protocollata in data 20.09.2012 l’Istituto professionale paritario per i servizi turistici aziendali “Mons. A. Franco” di Mesagne faceva richiesta dell’utilizzo di 8 aule per una nuova sede scolastica presso la città di Latiano;
-che con delibera di G.M. n° 143 del 24.09.2012, l’Amministrazione Comunale ha proceduto alla concessione per 2 anni di otto aule del plesso “B. Longo” della scuola elementare con contratto di comodato all’Istituto paritario “Mons. A. Franco”.
CONSIDERATO:
-che tale richiesta non risulta essere stata posta all’attenzione degli Organi Collegiali della scuola per stabilire l’opportunità di tale decisione in relazione alle attività didattiche, sia curriculari che riguardanti il Piano dell’Offerta Formativa attivato dal Collegio dei Docenti dell’Istituto Comprensivo di Latiano;
-che risulta invece che, le aule oggetto di concessione, vengono regolarmente utilizzate, anche in attività pomeridiane, per i progetti inerenti il Piano dell’Offerta Formativa e progetti P.O.N;
-che il comune di Latiano lamenta una cronica mancanza di strutture da destinare alle attività che le numerose associazioni culturali svolgono meritoriamente sul territorio, per le quali da tempo esistono richieste di utilizzo di strutture comunali puntualmente rimaste inevase, così come risulta da diversi verbali della “Consulta Cultura e Sport” di questo Comune;
-che presumibilmente, la concessione in oggetto comporterà ulteriori spese che graveranno sul bilancio comunale già in forte difficoltà anche in relazione alla messa in sicurezza delle strutture interessate;
-che, in generale, questa scelta operata dall’amministrazione comunale, poiché dà spazio all’espansione sul territorio delle scuole private, appare ancor più grave sul piano politico in un momento, come quello attuale, in cui il governo centrale taglia finanziamenti e risorse alla scuola pubblica dirottandole verso le scuole private. In questo modo si lede gravemente il pluralismo delle idee e si viola il dettato costituzionale di cui all’art. 33 che recita testualmente” Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo stato”.
RITENUTO OPPORTUNO
-che laddove esiste la possibilità di disponibilità di locali comunali, si privilegi una destinazione che potenzi servizi sociali estremamente carenti sul territorio rivolti in particolare ai minori, quali servizi per la prima infanzia ( per i quali, tra l’altro, la Regione Puglia in questi ultimi anni eroga contributi per ristrutturare locali e adibirli ad asili-nido pubblici) o servizi destinati agli alunni frequentanti i diversi ordini di scuola, integrativi a quelli esistenti (dopo-scuola, laboratori ecc.).
PER TUTTO QUANTO SOPRA ESPOSTO SI PROPONE
Di revocare con effetto immediato la delibera di G. M. n° 143 del 24.09.2012 e di utilizzare quelle strutture per gli scopi di pubblico interesse che la comunità scolastica di Latiano e l’intero territorio richiedono fortemente!
Il Consigliere Comunale, Giovanni Calcagno".
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